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Prima Direttiva
"Mi fa piacere vedere che vi sono differenze fra noi. Forse uniti saremo migliori della nostra somma" - Surak di Vulcan
1 dicembre 2008
Cul-tura
Parliamoci chiaro: io sono pragmatico.
Lo sono per formazione e per inclinazione, tanti bizantinismi se non necessari alla realizzazione di un obiettivo quello che sia, li ritengo se non altro poco interessanti e talvolta ammorbanti: questo non significa che non dia importanza ai mezzi e all'etica dei mezzi per arrivare ad un obiettivo.
E' chiaro, sono solo un ingegnere, quindi non sono all'altezza per poter parlare di cultura, specie in un paese come il nostro dove il termine cultura è inteso solo come cultura umanista.
C'è da chiedersi come mai nonostante questo abbiamo tutto fuorchè lo sviluppo di un nuovo umanesimo in questo paese del cazzo... vabè , tralasciamo i dettagli..
Quello che mi domando in questo momento è che cosa dovrebbe essere la cultura e quale scopo (l'ho detto che sono pragmatico, ma in questo caso lo intendo in senso lato) o meglio quale ruolo possa avere la cultura, intesa in qualsiasi senso, nel modo più ampio possibile.
Come minimo secondo me la cultura dovrebbe essere vitale, viva, con radici nel contesto in cui nasce, e non fine a se stessa e astrattamente elitaria.
Ricordo che l'elitismo, la teoria delle elite, è uno dei fondamenti teorici del fascismo storico: l'elitismo non fa decisamente parte della MIA cultura.
E mi ritrovo la cultura del "compagno" Fuksas, che per l'amor di Dio, nessuno contesta, e con le cui posizioni talvolta concordo (non sempre, fortunatamente), ma è estremamente elitaria sia per contenuti che per forma di comunicazione.
Tra l'altro è quasi ridicolo: questo tizio si lamenta che non riesce a portare l'eccellenza straniera in Italia, proprio quando l'eccellenza dall'Italia se ne deve andare!
E poi chi non è eccellente, magari solo bravo o che si fa il culo, che deve fare? è fottuto?
Lo spettacolo Barbareschi vs. Fuksas di circa una settimana fa ad Annozero era quasi comico.
Detto questo c'è poi la cultura fine a se stessa, perchè si sa, la cultura in questo Paese non da da mangiare, e di questo spesso ci si lamenta.
Accettiamo questo come dato di fatto, è senza dubbio vero che questo Paese non è generoso con gli intellettuali, ma gli intellettuali, se ci sono, cosa fanno per questo Paese?
Se il meglio che si possa fare è pensare che sproloquiando parole inusuali e mettendole in fila in ordine più o meno casuale, o finanziando con i soldi di famiglia gallerie d'arte di opere insulse si stia componendo/creando/mostrando un'opera culturale, allora consiglierei di rivedere il termine cultura, chiamiamolo hobby o catarsi personale, toh, suona meglio.
Se non altro perchè non si capisce con certe opere in che cosa si stia incidendo sul pensiero collettivo e sulla percezione che la collettività ha della realtà, che cosa si apporti di realmente nuovo ed interessante.
Vabè, anche io a volte provo a scrivere qualcosa, quello che si può assimilare a poesie, che però senza rime, senza metrica senza niente, sono solo uno sfogo personale, e tra l'altro molto banale stilisticamente, che non vale niente e che non ha alcuna valenza se non per me, quindi le scrivo, anche se fanno schifo..ma sono per me e senza pretese.
E allora tutto è cultura (tranne quella tecnico-scientifica chiaramente, perchè li nessuno ne sa un cazzo, salvo parlarne a sproposito!) quindi al via con associazioni culturali le più disparate "associazione culturale: belin, il fungo porcino!", che potrebbe avere come obiettivo quello di diffondere la cultura culinaria del suddetto fungo nella cucina ligure...e altre amenità varie.
Poi ci sarebbe la cultura incazzata, quella teoricamente più viva, ma anche quella è spesso inglobata e normalizzata a semplice moda, diversi giusto per esserlo e basta.
Benissimo, ma questa, in varie forme, alla fine è cultura morta, in qualche caso conservazione di tradizioni culturali, in altri alternativamente un modo per trovare qualcosa da fare, oppure un modo per discutere astrattamente e senza conclusione del niente o di qualcosa, eventualmente in qualche caso anche con l'intenzione di creare un proprio stato di differenziazione, un'emersione dalla massa, la voglia di far parte di un' elite, qualche volta reale e molte volte fittizia.
Vedendo questa desolazione, mi ritengo fortunato: sono solo un povero tecnico, non un intellettuale umanista.

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permalink | inviato da Prima Direttiva il 1/12/2008 alle 9:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 maggio 2008
Scotty, ci serve più energia!
Il governo italiano di destra dichiara che entro fine legislatura provvederà ad avviare la costruzione di nuove centrali nucleari sul suolo nazionale.
La sinistra e buona parte della sua gente, reagisce in maniera scomposta ed isterica; per una volta che forse c'era veramente bisogno di dialogo... invece il dialogo c'è su altri interessi.
Il problema energetico è uno dei principali problemi non solo dell'Italia, ma del mondo intero.
Non si può pensare di garantire un futuro decente all'umanità senza adeguata produzione di energia.
Attualmente la grande maggioranza dell'energia viene prodotta, a maggior ragione in Italia, dalle fonti fossili come il petrolio e il carbone o il gas naturale.
La restante minoranza è divisa tra più fonti alternative, alcune rinnovabili altre no, tra cui spicca il nucleare.
La Francia è la nazione che nel mondo è più dipendente dall'energia nucleare producendo all'incirca il 70% del suo fabbisogno, mediante centrali nucleari.
In considerazione del fatto che il fabbisogno mondiale di energia non è destinato, nemmeno con serie politiche di riduzione degli sprechi e di aumento dell'efficienza energetica dell'intero sistema produttivo mondiale, a diminuire nè a restare stabile, e in considerazione del fatto che il pericolo più urgente che corre il pianeta è l'effetto serra con i cambiamenti climatici annessi, sarebbe doveroso tentare di trovare una soluzione anche di lungo periodo, alla questione energetica che si intreccia gioco forza a quella ambientale.
La soluzione della sinistra, apparentemente sembrano essere le fonti rinnovabili (solare ed eolico)
I numeri, se analizzati obiettivamente, ci dicono che, sia per costo, sia per disponibilità, escludono in maniera chiara, che la soluzione di lungo periodo sia questa.
La destra pare invece puntare direttamente sul nucleare, senza prendere in considerazioni le fonti rinnovabili.
Sulla quesyione energetica ci sarebbero da fare molte considerazioni.
Le due considerazioni principali sono:

data l'urgenza di energia, e il deficit energetico che, in particolare nel nostro paese, si fa sempre maggiore, è indispensabile industrializzare rapidamente soluzioni alternative al nucleare, basate anche e soprattutto sulle fonti rinnovabili (degno di nota il lavoro di Rubbia sul solare termico con accumulazione a basso costo) e rinnovare gli impianti di produzione delle centrali termiche e degli inceneritori, prevedendo ed utilizzando anche impianti di cogenerazione per il teleriscaldamento per aumentare il rendimento globale del sistema.

la soluzione a lungo termine del problema energetico mondiale è certamente il nucleare (resta da vedere in quale forma).

Resta da vedere l'opportunità di investire ora sul nucleare, perchè dal mio punto di vista era da fare molto tempo prima, in considerazione dei lunghi tempi (e costi) di realizzazione di centrali del genere.
Tuttavia la scelta non è aprioristicamente sbagliata.

Ci tengo qui a discutere le classiche obiezioni che vengono fatte contro il nucleare che riguardano sicurezza, compatibilità ambientale, approvvigionamento di materiale fissile.

1) le centrali moderne (e per la verità anche le centrali occidentali dell'epoca di Chernobyl) non hanno niente a che vedere con i reattori di Chernobyl.

2)le scorie possono venire riutilizzate e trattate nei reattori veloci, inoltre in una certa parte anche utilizzate anche per scopi medici (vedi radioterapia dei tumori per esempio)

3)esistono sistemi di fissione, allo stato attuale credo siano a livello di ricerca, che non utilizzano Uranio, ma Torio, molto più diffuso, che inoltre sono "intrinsecamente sicure" nel senso che la loro sicurezza non dipende da dispositivi umani o tecnologici, ma dalle leggi della fisica e non c'è alcun rischio di perdita di controllo della reazione (il lavoro è di Rubbia)

4) è di ieri l'importante notizia dell'ennesima conferma in laboratorio della validità della fusione fredda. A questo tema lavorano da tempo anche scienziati italiani.

5)continua la ricerca sulla fusione calda: avevo avuto notizie qualche anno fa di un reattore sperimentale funzionante in Francia grazie ad una collaborazione di ricerca internazionale (cercherò conferme).

Una piccola ulteriore precisazione: l'idrogeno, specie se non estratto da idrocarburi ma dall'acqua, non è una fonte di energia, se non utilizzato per processi di fusione nucleare, in quanto l'energia che può liberare nella sua combustione è al limite uguale a quella necessaria per estrarlo dall'acqua.
L'idrogeno, come combustibile chimico, è solamente un vettore energetico, nè più nè meno delle batterie o dei cavi elettrici.

Mi auguro che la sinistra sia davvero laica e progressista e che riprenda il suo ruolo storico di forza della conoscenza e del progresso: che piaccia o no (e sulla base di cosa non dovrebbe piacere?) il nucleare è il futuro dell'umanità
20 maggio 2008
Sinistra chic
Dire che l'Italia ha bisogno degli immigrati perchè nessuno vuol più fare certi lavori è una frase fatta ormai, una banalità, molte volte sulla bocca dei dirigenti e di qualche militante di sinistra, che spesso si scontra con la realtà ed infastidisce proprio la popolazione più povera dell'Italia, quella che dovrebbe essere la base di sinistra, che ormai, difatti, non è più.

La frase corretta sarebbe: "l'Italia ha bisogno degli immigrati perchè le persone, per fare certi lavori in considerazione della retribuzione dei lavori in questione, dovrebbero vivere da animali".

Chiaramente ci sono le eccezioni, i figli di papà non si porrebbero il problema, per esempio.

Pertanto la sinistra sostiene sottilmente che gli immigrati possono vivere da animali perchè, essendo con l'acqua alla gola, accettano di essere sottopagati e sfruttati pur di rimanere in Italia, il nostro antirazzismo si limita a dire che da bestie noi non ci viviamo, che ci vivano loro (visto che il "sistema paese" ne ha bisogno)!

La posizione della sinistra, danneggia entrambi i lavoratori, stranieri e italiani: stranieri costretti a lavorare da schiavi o poco più, sia in nero da clandestini che assunti da regolari in otto in una casa magari senza abitabilità, e italiani costretti a vedere calmierati i salari anche per questa ragione oltre a quanto già viene eroso da altri fattori economici

Però questo conviene a confindustria, che ringrazia, e alla destra che anche grazie a questo può raccogliere i frutti della paura e dell'odio popolare che lei stessa fomenta.

(Una precisazione: ho il massimo rispetto degli animali, dell'homo sapiens meno, ma gli altri animali hanno il mio massimo grado di considerazione, tuttavia, in questo contesto credo che l'espressione usata in questo post, anche se imprecisa ed effettivamente razzista nel senso originario del termine, sia sufficientemente chiara)
19 maggio 2008
La mia Patria

Non discuterò qui l'idea di Patria in sé. Non mi piacciono queste divisioni.

Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.

E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi.

E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.

Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione. Ma rispettate anche voi le idee degli altri. Soprattutto se son uomini che per le loro idee pagano di persona.


Don Milani - Risposta ai cappellani militari toscani
19 maggio 2008
Silenzio
When the Nazis came for the communists,
I remained silent;
I was not a communist.

When they locked up the social democrats,
I remained silent;
I was not a social democrat.

When they came for the trade unionists,
I did not speak out;
I was not a trade unionist.

When they came for the Jews,
I remained silent;
I wasn't a Jew.

When they came for me,
there was no one left to speak out.


Martin Niemöller (1892–1984)

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permalink | inviato da Prima Direttiva il 19/5/2008 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
16 maggio 2008
A pezzi, sparsi
Il PD apre a Berlusconi, dimenticandosi dell'anomalia democratica, ma pare che elettoralmente questo non paghi.

In realtà Di Pietro elettoralmente è cresciuto su questa denuncia, ma pare che i dirigenti del PD, non se ne interessino.

Leggo decine di interventi direttamente sul sito del PDNetwork, di simpatizzanti, elettori e militanti decisi a non votare più il PD.

Se li sommiamo a quelli che lo hanno votato solo perchè credevano nel "voto utile" per arginare Berlusconi e che altrimenti avrebbero votato qualche altro partito a sinistra, di quelli che sono scomparsi dal parlamento per intenderci, probabilmente il PD alle prossime elezioni arriverebbe al 10%.

E invece chissà com'è, ma credo che anche questa volta gli astuti e decisamente obsoleti dirigenti del PD inventeranno qualcosa per strappare il consenso con il naso turato, magari una legge elettorale come l'insensato e antidemocratico sbarramento proposto da Franceschini e appoggiato da Veltroni alle elezioni europee?

mondo Linux
14 maggio 2008
Ubuntu: 8.04
La parola Ubuntu è di difficile traduzione letterale, è una parola africana, in lingua Bantù, che significa pressappoco: "Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti".
Credo che il significato per noi sia di difficile comprensione, essendo una parola nata in un contesto culturale in cui gli antenati e le proprie radici familiari e tradizionali, lo stesso ambiente in cui si è nati e cresciuti, hanno una particolare importanza spirituale.
In ogni caso, dopo questa breve digressione sulle origini della parola e sul suo significato, Ubuntu oggi è anche un sistema operativo, basato sul kernel linux, completamente gratuito ed aperto.
Aperto nel senso che il codice sorgente, come per tutte gli altri sistemi operativi basati su kernel linux, è completamente visibile e modificabile da chiunque, a patto che le modifiche siano rilasciate sotto la stessa licenza (GPL, General public license) che consente lettura, modifica e ridistribuzione del software e del codice sorgente , che è poi il progetto del prodotto finale (in questo caso il sistema operativo e le varie applicazioni che vengono fornite contestualmente).
Inizialmente i sistemi basati su kernel linux erano molto complicati da installare e gestire, ma nell'arco di pochi anni, hanno fatto passi avanti enormi, e se paragonato allo sviluppo dei software e dei sistemi proprietari chiusi, i sistemi open source hanno viaggiato ad un ritmo di sviluppo enormemente superiore negli ultmi 5 anni o più, e sono diventati di semplicissimo utilizzo.
Una grossa differenza dei software a sorgente aperto, è il modello di sviluppo, inclusivo, in cui utente e sviluppatore, che a volte non sono distinguibili, interagiscono attivamente per crescere entrambi in esperienza e conoscenza, e non subiscono passivamente le scelte dell'azienda produttrice del software.
Questo genera maggiore consapevolezza e una maggior circolazione di conoscenza.

Pochi giorni fa è stata rilasciata la release 8.04 di Ubuntu; la numerazione di ubuntu non è lineare, il primo numero fa riferimento al numero dell'anno, mentre gli altri due numeri dopo il punto, indicano il mese di uscita.
Le versioni di Ubuntu escono con regolarità semestrale.
Ubuntu, per esperienza personale, è estremamente semplice da installare, configurare e utilizzare, è molto veloce (ed in alcune cose la 8.04 ha ulteriormente aumentato le prestazioni, come durante il boot), molto solida.
Per chi usa Windows, è facile fare un confronto: Ubuntu è molto più veloce e richiede molte meno risorse di Windows Vista, è distribuita già con numerosi software, è molto più sicura (i sistemi linux non conoscono praticamente virus, e non solo perchè sono meno diffusi), è persino più semplice, ha effetti grafici notevolmente più veloci a parità di hardware e non ho mai verificato un blocco di sistema.
Eppure Windows continua ad essere il sistema più diffuso, basando la sua diffusione su un paradosso e cioè sulla violazione della sua licenza e sulle copie crackate illegali.
Windows è quindi spinto ad essere comunque lo standard di fatto (anche quando standard non è) sostanzialmente per quattro ragioni:

1) la pratica diffusa delle copie illegali: se si seguissero le regole, Windows sarebbe probabilmente finito, perchè non credo che molta gente sarebbe disposta a pagare tanto una licenza del solo sistema operativo.
2) gli accordi commerciali con i produttori di computer per inserire, anche quando il consumatore non vuole, una copia di Windows nel PC venduto.
3) la diffusione di software di ogni tipo per la piattaforma Windows (questa motivazione in realtà sta ormai diventando solo una scusa, perchè quasi per ogni software Windows-compatibile, è rintracciabile in rete uno o più software equivalenti per sistema linux, magari non tutti saranno software ancora maturi specialmente se si parla di software di nicchia, ma ci si sta lavorando molto).
4) la mancanza di supporto di qualità da parte dei produttori di hardware (mancanza di moduli del kernel e driver di qualità per periferiche e svariato hardware).

Personalmente utilizzo Ubuntu 7.10 come sistema operativo unico (appena avrò tempo aggiornerò alla 8.04) su un ASUS F3SC e tutto l'hardware mi è stato riconosciuto automaticamente all'installazione compresa la webcam e la scheda wireless in modalità WPA (escludo il modem, se c'è, francamente non lo so nemmeno).
L'unico problema che ho avuto riguardava l'audio, a chiunque possa servire, ecco la soluzione del mio problema.
Ho dovuto aggiungere una stringa:

options snd-hda-intel model=lenovo

al file di configurazione:

/etc/modprobe.d/alsa-base

spero che questo problema, l'unico che ho riscontrato, sia comunque stato risolto nella versione 8.04.

Invito tutti a provarla, potete scaricarla dal link qui di fianco o meglio via bittorrent (troverete le informazioni necessarie nel sito), potete provarla senza installarla (live), installarla in dual boot con windows, o installarla come unico sistema operativo.
CULTURA
13 maggio 2008
Prima Direttiva: reloading...
Questo blog è nuovo, ma nel contempo non lo è.
E' nuovo perchè è stato appena aperto, ma è antico perchè è da anni aperto su un altro gestore di blog

Di cosa parlava il vecchio blog, è noto a chi lo conosce: sostanzialmente di politica e di società, ma in senso molto ampio, che parte da valori e da ideali, dal pensiero, e non certo dalla pura gestione del potere, da un punto di vista certamente di sinistra, ma in senso critico e non trasformista.

Sinistra culturale, non politica.

Sinistra intesa come un modo di sentire e una sensibilità particolari verso la difesa dei più deboli, degli interessi della collettività, la giustizia, l' uguaglianza, la libertà, la fratellanza, il progresso (sociale, tecnologico e del sapere), la tutela dell'ecosistema, del lavoro, i valori illuministi e dell'umanesimo.

Il nome del blog e il mio pseudonimo derivano invece da Star Trek, che per chi non lo conoscesse (forse le generazioni più giovani lo conoscono poco) è un telefilm di fantascienza americano nato negli anni '60 ed arrivato fino a noi con successivi ritocchi e serie, non grazie agli effetti speciali (in realtà deludenti), ma all'innovativo universo che i suoi creatori hanno saputo immaginare.
Un universo basato sull'uguaglianza nella diversità, sull'accettazione (e non solo sulla tolleranza), sulla libertà, sulla persona, le sue capacità e i suoi bisogni e non sul denaro e il potere e in cui la tecnologia è a vantaggio della vita delle persone, della collettività e dell'ambiente.
Un universo che non esiste, ma che in questa epoca in cui sembra che non ci siano modelli diversi di società e di vita, può invece essere un esempio a cui tendere e su cui sviluppare la politica del cambiamento.

E' chiaro, Star Trek è un film (o un telefilm), ma i valori che reggono il suo universo, sono molto seri, e li prendo come esempio per le fondamenta di una società più giusta.

La Prima Direttiva, che detto brevemente, è una direttiva di non interferenza nelle civiltà diverse, nella loro naturale evoluzione culturale e nelle loro decisioni, se loro non vogliono o se anche solo non sono in grado di reggere l'impatto con la tecnologia e l'economia di società più avanzate, è uno di questi principi.

L'IDIC (Infinite Diversità in Infinite Combinazioni) è un altro di questi principi, che sta alla base dell'accettazione del diverso da sè e dell'affermazione del principio di uguaglianza, e di unione nelle diversità come base su cui fondare una società incentrata sulla persona, ma non isolata, bensi radicata ed insediata in una collettività e in una società aperta e accogliente.

Specifico subito che l'IDIC non può essere manipolato a piacimento, non è possibile pertanto avvantaggiarsi del principio di libertà e tolleranza per tentare di sopprimerlo: è un nonsense, una stupidaggine, rende il sistema non consistente.
Le diversità sono e devono essere tollerate e accettate, per quelle che sono, ma devono accettare integralmente l'IDIC ed essere pertanto aperte a loro volta alle altre diversità.

Questo vale anche in questo blog, pertanto la stupidità non è ammessa.

Di cosa parlerà questo blog? Non lo so.

Vorrei parlare di cultura (inteso in senso largo e non elitario), star trek, politica, forse anche open source e linux con tutto quanto riguarda aspetti tecnici e filosofici...e magari altro ancora.
Tuttavia non so se ne sarò in grado.

Certo, ho cambiato blog per varie ragioni, tra cui anche per cambiare impostazione, ma per quanto si cerchi di essere aperti, la propria testa è sempre quella e la parte tecnica della mia formazione tecnico-scientifica a volte non mi facilita in questo compito.
In ogni caso mi piacerebbe poter cambiare, rinnovare, respirare, rendere in nuove forme valori e contenuti classici.
Se ci riuscirò,sarà un vantaggio per me e per chi vorrà leggermi, altrimenti... pazienza, sarà solo una riedizione del vecchio blog.
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